Sei pezzi facili per una crisi

feynman113

Ah, se Bersani da probabile vincitore avesse avuto la grinta che dimostra da sicuro sconfitto.

Alle volte capita di sognare di svegliarsi dopo un incubo. E’ quello che sta accadendo.

I pocheristi accaniti e compulsivi lo sanno: chi rinuncia a giocarsi una buona mano sperando di averne una migliore la volta successiva è il perdente di ogni tavolo verde. Ma non sarà che il guru (quello vero, non Grillo) del Movimento 5 stelle ha giocato solo sul computer?

La proposta irricevibile fatta a Pierluigi da Napolitano, in qualità di ambasciatore del suo ex editore, era di eleggere Pera al Quirinale: evidentemente Berlusconi si sente “in vena”. Ma vivaddio finalmente un cambiamento: dopo tante mele marce, si cambia frutto.

Il Pdl, tramite le sue gole profonde, ci fa sapere quanto sia assurdo che con una piccola percentuale di voti in più il Pd voglia prendersi tutte le cariche. Ma questo deriva dalla legge elettorale che proprio la destra si è inventata. A volte capita di dover mangiare la propria merda, come accade ai porcellum.

Battiato non ha capito una cosa. Che “la complicità che uomini e donne mettono in scena quando l’ingaggio pseudo-amoroso che fanno tra di loro si posiziona su un piano di interdipendenza e vulnerabilità, e il denaro diventa semplicemente “quel di più” indicibile che manca, quella meta-identità sessuata e personale che non ha avuto luogo di evolvere come avrebbe potuto”. Alle volte si è tentati di scegliere il bunga bunga.

Fonte

Print Friendly