C’è un bel Silvio nel tuo futuro

berlusconi clown

Ormai non ci possono essere più dubbi: il prossimo governo sarà quello dell’inciucio, il Pd si è arreso ai propri apparati, ai propri culi di piombo, alla sua ambiguità e ai propri incubi. Si quelli vecchi e quelli fabbricati ex novo da quei potentati nazional-europei che temevano potesse davvero cambiare qualcosa. Così dopo il tentativo di Bersani o si sfascia il partito o si va a chiedere a Berlusconi il permesso di poter governare con lui. “E’ un onore Cavaliere”, la sento già la vocetta di Renzi, il Fonzie di Amici. “Salviamo assieme il Paese” dirà Franceschini , il salamo da sugo. Volevano liberarsi di lui e ora gli chiederanno il permesso, ovviamente in cambio di salvacondotti perenni per lui e le sette generazioni successive, perché il Califfato di Arcore non si estingua.

Ma del resto era immaginabile: lo stesso Pd, nato da partenogesi clinica, si era politicamente castrato e aveva fatto di Berlusconi un surrogato della politica, un paravento dietro cui vivacchiare insieme al complesso degli apparati e degli interessi. Troppo tardi Bersani dopo aver traccheggiato sui referendum, dopo aver rinunciato alle elezioni e accettato ogni cosa di Monti, si è svegliato: ma era troppo tardi. Ed è vero che è mancato l’apporto del M5S, ritiratosi nell’aventino del vaffa, ma il segretario con quel minestrone in perpetuo congresso alle spalle, non ha potuto nemmeno mettere davvero in difficoltà Grillo e il suo guru: non ha potuto dire, va bene, eliminiamo la Tav, gli F35, il finanziamento pubblico della politica , andiamo a Bruxelles a ridiscutere la ghigliottina, magari cominciamo a pensare a qualche tutela per i giovani disoccupati. Avrebbe scandalizzato i suoi che in fondo a Berlusconi non hanno mai fatto del male.

Così adesso il Paese è nel disastro, tutto si va scollando mentre i megafoni di Berlusconi distribuiscono le caramelle in 8 punti, frutto del solito raggiro di togliere una tassa per aggiungerne un’altra, ma comunque irrealizzabili senza un cambiamento di contesto, un evidente inseguimento e confessione di una scandalosa nullità politica contrapposta all’avidità degli affari. Ma il Pd a questo punto passerà dall’apertura di dialogo, alla formazione di un tavolo, ai salti mortali per evitare la parola inciucio e infine al sissignore in sostituzione di Ruby. Tutto naturalmente nella totale subalternità alle dottrine tedesche. E’ c’è da scommetterci che in dieci giorni Arcore diventerà il posto della Troika dove alla richiesta di massacri verrà un rispettoso “ghe pensi mi”. E dal Pd un deferente “ghe pensa lu”. Fino a che il vulcano non esploderà

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